Ci lasciamo perché… ! Le cause più frequenti della separazione coniugale

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31 Agosto 2015 - posted by Stella Morana

Intitolando la nostra rubrica "L'amore finito" ci siamo resi conto di non poter non dedicare un articolo a quelle che sono le cause che solitamente portano alla conclusione di una relazione amorosa. Quello che presentiamo è, ovviamente, un elenco sintetico, oltre che riduttivo, poiché ogni storia, ogni relazione, ogni coppia presenta le sue caratteristiche peculiari e spesso -dunque- restituisce differenti variabili che incidono sulle premesse della crisi e conducono in modi diversi alla decisione della separazione. Ciò nonostante, vi sono condizioni che più di altre promuovono la crisi e, in alcuni casi, premettono la fine.

Come si può facilmente immaginare, il tradimento è, in questo senso, una delle cause bellis più frequenti. Tuttavia la parola "tradimento" non va colta in senso stretto, nella sola accezione di "relazione extraconiugale". In talune situazioni e per alcuni individui, già accorgersi di provare attrazione per un'altra persona può portare a riflettere sulla qualità del proprio legame, magari rendendo esplicita l'insoddisfazione nei confronti del proprio matrimonio.

Momenti di stanchezza e routine, comuni durante un rapporto coniugale duraturo, possono anch'essi influenzare la stabilità incidendo sulla sessualità, sul romanticismo, sulla complicità, sugli interessi comuni, come anche sulla semplice capacità di condividere momenti spensierati.

Un' altra importante questione che spesso spinge due coniugi a separarsi, riguarda l'educazione ed il rapporto con i figli o con le famiglie di origine.

Ciascun partner porta, infatti, in dote un bagaglio culturale fatto di abitudini, modi di pensare, tradizioni, miti familiari in gran parte influenzati dalla propria famiglia di origine con cui ogni componente della coppia deve imparare convivere. Spesso, però, il problema, è che ognuno si innamora dell'Altro come uomo o come donna, ma non può conoscere l'Altro come padre o come madre, cosa che scopre solo alla nascita di un figlio. Atteggiamenti troppo autoritari o, di contro, troppo permissivi appresi in seno alla famiglia di origine possono allora generare attriti, mancanza di stima e fiducia reciproche. L'incapacità di sostenere l'Altro come genitore, spesso il disconoscerlo rispetto a questo ruolo, è una delle più frequenti cause di litigi e fraintendimenti, poiché l'arrivo di un figlio, e dunque l'assunzione del nuovo ruolo genitoriale, comporta la necessità di rivedere gli equilibri consolidati della coppia e può mettere a dura prova il legame tra i partner.

Altre questioni che possono aggravare un rapporto già di per sé debole, sono sicuramente tutti gli eventi luttuosi, le malattie (non necessariamente del partner, si pensi a quando uno dei genitori dei coniugi si ammala e necessita di cure che portano il figlio-partner a frequenti assenze, preoccupazioni, malumori), la perdita del lavoro e, più in generale, tutti quei mutamenti nello stile di vita che hanno carattere traumatico (a volte persino i traslochi) e che, se la coppia, non è sufficientemente coesa, si possono configurare come la cosiddetta "goccia che fa traboccare il vaso".

Anche in questi casi, tuttavia, può venire in soccorso la mediazione famigliare, per aiutare le parti a comprendere le dinamiche profonde che hanno portato alla definizione della crisi, cercando così di mitigarne i possibili effetti devastanti a tutela del benessere di tutti gli attori coinvolti.

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